cos'è l'amore sano e quello malato

cos’è l’amore sano e quello malato

I problemi d’amore sono la causa del malessere psichico? Secondo lo psicoanalista austriaco Wilhelm Reich, il cui genio è stato in gran parte incompreso, la risposta è si.

L’amore sano e l’amore malato
Secondo lo psicoanalista austriaco Wilhelm Reich l’origine di tutti i disturbi psichici è da ricondursi all’incapacità di amare in modo sano. Questo è senz’altro l’essenza della psicologia e spiega le cause del benessere (e del malessere) psichico. Il benessere psichico deriva dalle emozioni che si sentono nel profondo e dalla capacità di connettersi con le persone in modo sano.
Ma cos’è e come si forma la capacità di amare in modo sano o malato?

L’importanza del passato
Il periodo che va da fin prima della nascita (si, percepiamo le emozioni della madre anche quando siamo ancora nel grembo materno), la fanciullezza e l’adolescenza sono i periodi più importanti per lo sviluppo psicofisico.
Il modo nel quale si viene amati in questa prima parte della propria vita ha una fortissima influenza nel determinare il comportamento in età adulta e lo sviluppo a propria volta di una modalità più o meno sana o malata di amare.
Il modo nel quale si viene amati significa lo stile di attaccamento nei confronti dei genitori.

Amore sano e amore malato
L’amore sano è quello che permette di avere emozioni sane e di attaccarsi emotivamente in maniera equilibrata ad un’altra persona. Questo significa avere la capacità di gestire positivamente i propri stati d’animo interiori e di connettersi con le emozioni di un’altra persona ma allo stesso tempo di avere dei confini ben distinti che permettono di percepire dove terminano le proprie emozioni e dove iniziano quelle dell’altro/a. E di porre dei limiti per far rispettare il proprio vissuto emotivo e per rispettare il vissuto emotivo dell’altra persona.

Emozioni malate portano ad un amore malato
Quando il modo di amare, lo stile di attaccamento dei genitori è stato causa di particolari ansia e angoscia nel bambino, questo si ripercuoterà in età adulta nel proprio sentire emotivo profondo e nello stile di attaccamento con le altre persone. Particolari vissuti di ansia, paura e angoscia determinano in età adulta la formazione di sentimenti ed emozioni disfunzionali. Questo mina la relazione con se stesso e con gli altri determinando una bassa autostima o l’esibizione di sentimenti di grandiosità che servono a coprire le emozioni di ansia e di angoscia.
Una conseguenza tipica è la formazione di relazioni nelle quali una persona è dipendente, con una bassa autostima, e l’altra narcisista, che ha scarso riguardo per le emozioni e i bisogni dell’altra persona.

Le cause dell’amore malato: sessualità, denaro, angoscia per la salute
Secondo Reich la causa principale che porta all’incapacità di amare è la repressione della sessualità. La condanna, la vergogna e i sensi di colpa che vengono instillati fin dalla nascita sul sesso. L’energia sessuale è ciò che da la vita e dopo la pubertà, dice Reich, fluisce non solo nei genitali ma in tutto il corpo. Il non detto, il non parlarne, la vergogna, l’imbarazzo, la paura e i sensi di colpa che si trasmettono di generazione in generazione minano fortemente la capacità dell’individuo di godere della vita e dei suoi piaceri, non solo sessuali. Se il piacere per definizione, quello sessuale, viene circondato da un’alone di vergogna e di senso di colpa, la persona avrà difficoltà a provare piacere in generale nella vita e ad affermare se stessa. E sentirà questa parte naturale di sè come sbagliata con i conseguenti effetti sulla propria autostima.

Denaro e angoscia per la salute
Aggiungo a questo che anche il denaro e la salute sono due settori nei quali vengono trasmesse paure e angosce che mineranno la sicurezza di sè in età adulta. Sul denaro: se si è vissuti in una famiglia nella quale veniva passato uno o più di questi messaggi: “c’è poco per tutti (scarsità)” “non c’è mai abbastanza” “desiderare di più è sbagliato ed egoista” “i ricchi sono avidi e corrotti” “il denaro è la fonte di tutti i mali” “si può guadagnare solo facendo una grande fatica”, questo porterà in età adulta a sviluppare un’angoscia sul denaro e sui soldi e ad impedire di potersi affermare anche economicamente.
Sulla salute: se in famiglia c’è un’angoscia irrisolta per dei lutti, i genitori potranno diventare troppo ansiosi per la salute dei figli, trasmettendo loro questa angoscia sulla salute e la mancata accettazione della morte attraverso l’elaborazione del lutto.

Per approfondire scarica e leggi il report gratuito che ho scritto “Trovare la Serenità” cliccando quì

Le dipendenze affettive, come si formano e cosa fare

Le dipendenze affettive, come si formano e cosa fare

Cosa sono

Le dipendenze affettive derivano dalle emozioni negative e di insicurezza interiori che derivano da blocchi emotivi causati da traumi del passato. Esse portano a cercare nell’amore delle altre persone un modo per coprire il dolore e la sofferenza interiori. Le relazioni diventano quindi delle vere e proprie dipendenze attraverso le quali si tiene a bada questo dolore.

Un esempio

Per capire meglio le dipendenze affettive, considera questo esempio:

Immagina di avere un bambino piccolo dentro di te, un figlio o una figlia che ha solo 15 anni. Come ti sentirai nei confronti di questo bambino? C’è una buona probabilità che sentirai che questo bambino è un peso, che limita la tua libertà. Sentirai probabilmente che questo bambino è troppo esigente e che ha bisogno di troppe cose da te. Potresti voler uscire e divertirti e non essere legato a questo bambino.

E’ così che ti senti nei confronti del tuo bambino interiore, dei tuoi sentimenti e bisogni? Senti come un peso il prenderti cura amorevole di te stesso/a? Senti che i tuoi bisogni e sentimenti sono troppi per prendersi cura di loro? Senti difficile prenderti cura di te stesso/a? Credi che prendersi cura di se stessi sia un atto egoistico? Vorresti che qualcun altro si prendesse cura dei tuoi bisogni emotivi di sentirti amato/a e valorizzato/a?

Se ti senti così questo avviene perchè non hai ancora fatto il lavoro interiore profondo per sviluppare una parte adulta amorevole di te stesso/a, una parte di te che è connessa con una fonte spirituale d’amore, saggezza, forza e guida interiore. E’ l’adolescente che è dentro di te che ti pesa e questa parte di te non solo non vuole assumersi l’incarico di prendersi cura di te, ma non è nemmeno adatta per farlo.

Questo conduce ad essere dipendenti dall’amore.

Il bambino piccolo dentro di te

Hai un bambino piccolo dentro di te – il tuo sentire te stesso – che ha bisogno di amore, attenzione, essere riconosciuto, valorizzato e che ha bisogno di connessione e di compassione. Quando non hai la volontà di dare questo a te stesso perchè senti che è troppo difficile, ti senti inadeguato, pensi che sia egoistico, o pensi che qualcun altro debba soddisfare questi bisogni, allora stai abbandonando te stesso. Se credi che i tuoi migliori sentimenti derivano da qualcun altro invece che da te stesso, allora stai abbandonando te stesso. E quando abbandoni te stesso, quel bambino piccolo cercherà l’amore di cui ha bisogno da qualche altra parte.

Le dipendenze dall'amore

Le dipendenze dall’amore

Abbandonare te stesso

Quando abbandoni te stesso perchè non hai imparato come prenderti cura amorevole di te stesso o perchè non vuoi la responsabilità dei tuoi stessi sentimenti e bisogni, quello è il momento nel quale diventi bisognoso dell’amore e dell’attenzione degli altri. E impari molti modi per cercare di avere l’amore, l’attenzione e la compassione di cui hai bisogno.

Come cerchi di ottenere amore?

Pensa per un momento a come cerchi di ottenere amore, connessione, attenzione, approvazione o compassione dagli altri.

Cerchi di essere perfetto, con un aspetto perfetto, dicendo la cosa giusta o cercando di ottenere risultati sempre più grandi? Cerchi di essere piacevole o simpatico? Cerchi di mostrare agli altri quanto sei intelligente? Cerchi di avere il meglio – la casa migliore, la macchina migliore, la migliore moglie o marito, i figli migliori, i vestiti migliori? O ti comporti in modo impotente, incompetente e hai bisogno di essere salvato? Cerchi di tirare gli altri a te lamentandoti, parlando incessantemente, piagnucolando, tenendo il broncio, rimanendo in silenzio? Sei eccessivamente disponibile e cerchi di far piacere sempre agli altri? Cerchi di ottenere l’attenzione che vuoi attraverso l’intimidazione, con la rabbia, con le minacce, con la colpa o con la violenza?

La dipendenza dall’amore

Quando abbandoni te stesso e sei dipendente dall’amore, svilupperai molte modalità di provare di avere il controllo sull’avere l’amore di cui hai bisogno. Quel bambino piccolo dentro di te è alla ricerca disperata d’amore. Il vuoto dell’auto abbandono e la conseguente ricerca disperata di amore ti porta a comportarti negli stessi modi che allontanano gli altri da te. E’ una battaglia persa. Non funzionerà mai. Non avrai mai l’amore del quale hai bisogno cercando di fare in modo che gli altri ti diano ciò che solo tu puoi dare a te stesso.

Cosa fare

Per riuscire a dare a te stesso l’amore di cui hai bisogno è necessario sciogliere i nodi traumatici che fanno persistere i sentimenti negativi. Per fare questo un primo passo che puoi fare è leggere il report gratuito che ho scritto “Trovare la Serenità” cliccando quì.

come raggiungere il tuo sogno

come raggiungere il tuo sogno

IL TUO SOGNO. Lo senti dire continuamente: “Segui il tuo sogno”, ” Trova il tuo sogno”, “I sogni diventano realtà”. Il modo in cui la gente parla sul vivere i propri sogni è come se tutti dovessero averne uno!

Penso che ce l’abbiano, il che vuol dire che penso che ce l’abbia anche tu! Quindi, se le affermazioni coraggiose che ho riportato sono vere, come puoi fare per dar luce ai tuoi sogni?

Ecco tre consigli che ti possono aiutare:

1 PERMETTI A TE STESSO DI SOGNARE
Noi smettiamo di sognare perché a qualche punto della nostra vita qualcuno ci ha detto che il sogno che avevamo era irrealistico e dopo aver sentito un certo numero di volte dire questa cosa dagli altri, abbiamo iniziato a crederci anche noi. E un sogno che una volta ci sembrava così entusiasmante e sembrava così possibile da raggiungere, improvvisamente ci fa sentire sciocchi anche solo per averlo avuto. Così abbiamo deciso di fare l’unica cosa possibile, ossia tenere i nostri sogni ben nascosti e non condividerli con gli altri.

Ma il fatto che il tuo sogno sia riservato non significa che non esista più; potrebbe costituire invece il fattore che continua a farti sentire vivo e a tenere vivo il tuo entusiasmo! Se hai mai avuto la sensazione che “c’è di più nella vita”, ascolta attentamente perché è il tuo sogno che sta parlando!

Come puoi quindi ridare luce tuo sogno?

Puoi chiedere te stesso: ” Se i soldi non fossero il mio obiettivo, il fallimento non fosse una possibilità, cosa farei con la mia vita?”

2 NON GIUDICARE IL TUO SOGNO
Non c’è una scala per misurare i sogni. In altre parole, un sogno non è migliore o peggiore di un altro. Il tuo sogno è il tuo sogno!

Se da quando avevi otto anni volevi studiare la vita e l’habitat degli iguana, forse il tuo sogno è esattamente quello che hai bisogno di fare per sentirti al tuo meglio e per vivere una vita che senti che ha un significato.

Quindi non giudicare il tuo sogno. Coltivalo e ricorda che hai questo sogno per una ragione precisa.

Come trovare e raggiungere i propri sogni nella vita.

Come trovare e raggiungere i propri sogni nella vita.

3 SII PAZIENTE
I sogni hanno bisogno di tempo per realizzarsi, specialmente quando non hai permesso a te stesso di sognare per un certo periodo.

Alcune persone conoscono il proprio sogno fin da bambini. Per gli altri è fondamentale rimanere aperti e curiosi per capire quale sia il nostro sogno. Ascolta il tuo istinto, il tuo cuore e la tua anima e abbi fiducia sul fatto che hanno la risposta che stai cercando.

Potrebbe volerci del tempo perché il tuo sogno si riveli. Quindi, l’ultimo consiglio è quello di avere pazienza. Potrebbe volerci del tempo per far venire alla luce il tuo sogno, ma ne sarà valsa la pena.

IN CONCLUSIONE:
Permettere te stesso di sognare, non giudicare il tuo sogno e avere pazienza: queste sono tre cose che puoi fare oggi per dare luce tuo sogno.

Man mano che cresciamo diventiamo più realistici. Ma quando cerchi di capire qual è il tuo sogno non c’è spazio per il realismo. Porti la domanda riportata sopra (se i soldi non fossero un problema ecc) permetterà di liberare la tua fantasia e ti permetterà di sognare. Ci sarà poi spazio e tempo per le questioni pratiche ma per ora dai ancora una volta a te stesso il permesso di sognare e quando lo fai, fallo in grande!

Un buon modo per iniziare a spianare la strada verso il raggiungimento del tuo sogno è scaricare e leggere il report gratuito “Trovare la Serenità

Se stai attraversando un periodo di disagio, hai un problema che vuoi risolvere o un obiettivo da raggiungere ma non sai come fare, puoi fare la tua domanda allo psicologo, Dr. Fabrizio Mardegan. Riceverai una risposta entro 24 ore.

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Litigare fa bene alla coppia? La risposta è si e no. In realtà una ricerca della Brigham Young University, riportata sulla rivista americana Journal of Marriage and Family (studio di 20 anni su 1700 coppie) ha riscontrato che quanto minori erano i litigi tanto migliore era lo stato di salute di entrambi i partners.

Più che litigare ciò che fa bene alla coppia è avere un confronto aperto. Il confronto dove entrambi i partner esprimono liberamente e in modo sereno le loro emozioni di disappunto senza la paura che l’altra persona si chiuda, o risponda con accuse al comportamento dell’altro. Questo fa crescere entrambi e anche la coppia.

Tuttavia questo spesso non è possibile perchè ci si porta dietro il bagaglio emotivo che deriva dal vissuto familiare. Se ad esempio quando si esprimevano i propri bisogni emotivi nella propria famiglia di origine, questi non ricevevano un’attenzione sufficiente allora si tenderà a spostare sul partner la colpa di quello che è successo.

Ecco spiegato infatti perchè si litiga spesso per motivi futili. Il motivo reale non è quello del litigio infatti ma la collera che si ha verso uno o entrambi i genitori e che non si è potuto esprimere. Questa collera che è dentro la persona ha bisogno di esprimersi e viene spostata nel partner in quanto esso diventa la figura di riferimento con il quale si soddisfano i propri bisogni emotivi.

Quello che fa male al benessere di coppia sono quindi i litigi nei quali si critica, si accusa e nei casi peggiori si insulta e si arriva al contatto fisico. In questo caso si stanno rivivendo dei vissuti traumatici che sono stati esperiti in familia e ai quali non si è trovato sfogo o risposta.

Ad esempio un uomo o una donna che ha avuto un padre o una madre assente emotivamente e/o fisicamente sposterà la collera per non essere stato accudito nel modo desiderato nel partner. Una persona che è stata abusata emotivamente o fisicamente in famiglia potrà ripetere lo stesso comportamento con il partner.

Ma l’assenza totale di litigi fa bene allora?

Se per assenza di litigi si intende assenza di un confronto salutare allora l’assenza totale di litigi non fa bene. Nel caso ad esempio nel quale una persona accetta tutti i comportamenti del partner perchè ha appreso che i suoi bisogni non erano importanti, questo non fa bene. Nel caso in cui una persona non da feed back al partner su cosa gli da e non gli da fastidio e tiene tutto dentro chiudendosi in se stesso/a questo non fa bene alla coppia.

Le emozioni e i vissuti traumatici che sono stati vissuti in familia ci sono e non possono essere risolti solo con la comprensione razionale. Infatti in generale tutte le coppie desiderano che la loro unione sia felice ma poi arrivano puntualmente delle emozioni che rendono il litigio “distruttivo” l’unica via possibile.

Per avere una sana vita di coppia è necessario che entrambi i partner risolvano quei vissuti interiori traumatici esprimendo in modo pieno e libero tutte le emozioni che sono state represse all’interno della familia di origine.

Il primo passo per fare questo è leggere il report gratuito “Trovare la Serenità“.

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La dipendenza affettiva significa avere un disperato bisogno del partner e sviluppare una vera e propria dipendenza amorosa. Quando si soffre di dipendenza affettiva ci si attacca al partner in modo ossessivo e morboso perchè questo è il modo in cui si è stati amati dai genitori e perchè c’è un vuoto emotivo che ha bisogno di essere riempito.

La dipendenza affettiva porta ad innamorarsi di partner “sbagliati” che faranno soffrire. Questo avviene perchè ci si innamora di persone che hanno vuoti emotivi simili a quelli che avevano e hanno le figure genitoriali.

Dipendenza Affettiva Sintomi
I principali sintomi della dipendenza affettiva sono:
* Un basso livello di autostima. Se in famiglia si veniva svalutati, non si veniva ascoltati e non si trovava una sana soddisfazione ai bisogni emotivi, questo porta a svalutare automaticamente i propri bisogni emotivi anche in età adulta.

Quando si tentava di esprimere i propri bisogni questo veniva condannato come qualcosa di sbagliato. Per questo si sviluppa timore e paura nell’esprimere i propri sani bisogni e desideri in età adulta perchè questo è stato associato a sentimenti di rabbia e di negazione. Quindi cercare di soddisfare i propri bisogni emotivi è semplicemente una pretesa ingiustificata e che fa nascere sentimenti di ansia e di paura. Questo ha come conseguenza un basso livello di autostima.

* Scelta di partner non disponibili. Questo avviene perchè una figura genitoriale non era disponibile e c’è il desiderio inconscio di riuscire a soddisfare quel desiderio di attenzioni in partner che hanno caratteristiche simili di indisponibilità. Inoltre si scelgono partner sbagliati perchè si sente che non avranno cura di soddisfare i propri bisogni emotivi. E quando si sente che soddisfare i propri bisogni emotivi è sbagliato e minaccioso, si è attratti automaticamente da partner emotivamente assenti.

* Ci si lascia trascinare dagli eventi invece di essere i protagonisti delle proprie vite.

* Si vive in balia delle proprie emozioni e non si è mai diventati del tutto adulti

* Si dipende dagli altri.

* Le storie amorose ingoiano completamente la persona portandola a volte ad avere comportamenti autolesionistici

Dipendenza Affettiva Cause
Le ferite emotive connesse all’attaccamento e all’abbandono sono le cause della dipendenza affettiva. Si ama e ci si attacca emotivamente al partner nel modo in cui si è stati amati dai genitori dalla nascita fino all’età adulta. E questo vale per te come per i tuoi genitori, i genitori dei tuoi genitori ecc., a meno che non si interrompa questo circolo vizioso.

Dalla nascita all’età adulta si vivono una moltitudine di esperienze affettive in famiglia. Queste esperienze sono corredate da emozioni positive e negative. Quanto più si vivono esperienze corredate da emozioni negative e distruttive, tanto più si svilupperà una struttura di personalità fragile e soggetta a dipendenza affettiva dagli altri.

Dipendenza Affettiva come Uscirne
Come guarire dalla dipendenza affettiva? Guarire le emozioni distruttive che si sono vissute per molti anni non può avvenire da un giorno all’altro. E’ necessario ricostruire il proprio modo di sentire e superare le paure connesse alla sana espressione dei propri bisogni emotivi.

La via per fare questo è riuscire ad esprimere le emozioni che sono state represse e rinchiuse dentro. E riuscire a farlo sentendo che si è al sicuro mentre si esprimono queste emozioni. Questo permette di sbloccare i blocchi emotivi, di sentire come naturale il diritto di valorizzare i propri bisogni emotivi e di riuscire a soddisfarli con le persone in modo equilibrato.

E permetterà di innamorarsi di partner che sono disponibili emotivamente e di avere una nuova forma di attaccamento sana e soddisfacente.

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di Dr. Fabrizio Mardegan – Psicologo
Iscrizione all’Albo degli Psicologi del Veneto n. 5222

La vergogna è un sentimento che fa sentire una sensazione più o meno prolungata e più o meno intensa di disagio emotivo che si sente quando si fa o si è fatto o si vorrebbe fare qualcosa per la quale si è stati fatti sentire in colpa. Esiste una vergogna sana, quella per la quale si capisce di aver fatto qualcosa di male a qualcuno e ci si sente giustamente in colpa. Ed esiste una vergogna tossica, quella che blocca nella sana espressione dei nostri bisogni e desideri in campo amoroso, lavorativo e relazionale.

Ma come si forma la vergogna? Qual’è il significato della vergogna?

Le emozioni si modellano prima di tutto nel contesto familiare. Dalla nascita fino all’adolescenza si vivono una moltitudine di esperienze emotive, situazioni, interazioni, dinamiche familiari e sociali che formano il nostro senso di ciò per cui c’è da vergognarsi e ciò che è accettato.

E anche se non è sempre facile comprenderlo, la vergogna che proviamo in famiglia ce la portiamo dentro per il resto della nostra vita se non facciamo qualcosa per curare le nostre emozioni.

Tipi di vergogna
Vergogna sana: quella per la quale veniamo puniti e fatti sentire in colpa nel modo giusto (ossia senza che vengano sfogate altre frustrazioni su di noi) per un giusto motivo e una giusta causa.

Vergogna tossica: Si forma quando qualcuno scarica le responsabilità sue o di qualcun altro su di noi e quando ci sono tabu sulla sessualità e sul denaro soprattutto. Essa causa forti sentimenti di inadeguatezza e può letteralmente bloccare nelle relazioni, in amore e nel lavoro.

Come si forma la vergogna
I primi e più intensi sentimenti di vergogna vengono sperimentati in famiglia. Se i genitori sono stati educati in un ambiente vergognoso anche noi formeremo forti sensi di vergogna in quanto i figli modellano prima di tutto i genitori nella formazione delle emozioni e della personalità.

Se in famiglia e nella società ci sono tabu sulla sessualità ad esempio, allora formeremo sensi di vergogna nei rapporti amorosi. Se la società condanna implicitamente la sessualità e il denaro allora proveremo vergogna, timore e paura sia nei rapporti amorosi che nella ricerca di una sana indipendenza economica.

Se si viene inconsciamente colpevolizzati per qualcosa della quale non si è responsabili, allora si potrà provare vergogna anche quando subiamo degli abusi emotivi e/o fisici. Questi meccanismi sono molto sottili e riguardano il non detto.

Ad esempio potrebbero esserci sentimenti in un padre come “Tu sei venuto al mondo e adesso mia moglie mi da molte meno attenzioni“. Oppure: “Adesso per colpa tua devo sacrificarmi di più nel lavoro” oppure “adesso per colpa tua devo rinunciare alla carriera” oppure l’invidia da parte di un fratello o sorella “Adesso che sei arrivato/a la mamma non mi da più le attenzioni di prima

Oppure ancora un genitore può inconsciamente esprimere la rabbia repressa che ha verso sua madre o suo padre nei confronti del figlio/a. E lo stesso genitore può essere stato/a vittima dello stesso meccanismo disfunzionale nella sua famiglia.

E’ un circolo vizioso che ha bisogno di essere fermato per poter vivere una vita serena e libera dalla vergogna tossica e dai sensi di colpa.

Cosa fare allora?
I consigli generali di sviluppo personale che vengono dati possono essere utili ma non risolvono in profondità il problema e quindi non ne fornirò in questo articolo.

Meditare fa bene ma non fa superare la vergogna. Fare esercizio fisico fa bene ma non fa superare la vergogna. Una persona può poi impegnarsi a pensare positivo ma se ci sono emozioni negative interiorizzate questo servirà a poco.

E’ necessario agire sulle emozioni in modo più approfondito, capire dove si è formata la vergogna ed esprimere e sbloccare quelle emozioni che sono state represse e che condizionano ogni giorno negativamente il benessere emotivo e quindi le relazioni personali e il lavoro.

Se stai attraversando un periodo di disagio e hai un problema che riguarda (anche) la vergogna puoi fare la tua domanda allo psicologo, Dr. Fabrizio Mardegan, per inquadrare il problema e trovare una soluzione. Riceverai una risposta entro 24 ore.

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Capire come uscire dalla depressione è una priorità per chi soffre di questo disturbo. Per risolvere il problema e guarire dalla depressione è necessario capire prima di tutto le cause della stessa.

Prima di tutto diamo una definizione di depressione. Wikipedia la definisce come “una patologia o disturbo dell’umore, caratterizzata da episodi di umore depresso accompagnati da una bassa autostima e perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli (anedonia)”

Tradotto si può dire che la depressione è uno stato nel quale il vissuto emotivo è caratterizzato da stati d’animo negativi di intensa tristezza (e quindi da emozioni negative) per un periodo e in una modalità tale da portare la persona a perdere interesse per le attività piacevoli per la maggior parte delle persone. Essa è caratterizzata da stanchezza, demotivazione, mancanza di energia, mancanza di stimoli… E il tutto si può sentire senza che ci sia una causa immediata che giustifichi uno stato d’animo depresso.

Per capire come combattere la depressione è necessario capire quali sono le cause della stessa. Come detto essa è caratterizzata da uno stato emotivo negativo di intensa tristezza, fiacco, nel quale mancano forze, stimoli e motivazioni. E gli stati emotivi che proviamo si formano fin dalla nascita e soprattutto fino all’adolescenza, in base a quello che è l‘ambiente familiare.

Quà non si cercano colpevoli ma le cause. Se il tuo ambiente familiare ha favorito l’insorgere della depressione, è molto probabile che i tuoi genitori abbiano a loro volta vissuto in un ambiente familiare difficile. Tuttavia questa non deve nemmeno essere una giustificazione.

Come dicevo, l’ambiente familiare condiziona in maniera determinante la formazione della propria personalità in età adulta. Chi soffre di depressione ha certamente sofferto in modo molto marcato il più grande dei dolori psicologici: l’abbandono. Quando l’ambiente familiare è teso c’è una costante paura dell’abbandono. Quando un genitore è assente emotivamente e/o fisicamente si sperimenta l’abbandono. Quando veniamo criticati ingiustamente da uno o entrambi i genitori e non riusciamo a difenderci è perchè abbiamo paura dell’abbandono. Quando un genitore è troppo opprimente e cerca di controllarci (e lo fa anche lui/lei per paura dell’abbandono) sentiamo l’abbandono. Quando i genitori si separano sentiamo l’abbandono. Quando litigano sentiamo la paura dell’abbandono ecc.

Ci sono una moltitudine di eventi e di vissuti emotivi che giustificano l’insorgere della depressione in età adulta. Sono gli eventi cosiddetti traumatici. Episodi e situazioni permanenti nei quali abbiamo sperimentato emozioni spiacevoli in modo improvviso (ad es. con la morte di un genitore, una violenza subita) e/o continuativo (come nel caso di un ambiente familiare teso nel quale i genitori litigano frequentemente).

Tutti questi eventi e queste emozioni che si sono sperimentate ma non vissute ed elaborate, contribuiscono oggi a giustificare la depressione. Sono situazioni nelle quali non abbiamo potuto vivere ed esprimere le emozioni in modo adeguato alla situazioni per una serie di ragioni. Non potevamo ribellarci ai genitori perchè il rapporto di potere non ce lo permetteva. Lo stesso può essere avvenuto con un insegnante. Oppure abbiamo modellato i sentimenti di vergogna e di colpa di uno o di entrambi i genitori.

Sono emozioni e come si sa le emozioni non possono essere misurate e definite con un numero preciso. Ma è possibile trovare il modo di curarle per guarire dalla depressione.

Come curare quindi la depressione?
Superare la depressione non è un compito semplice. Non si raggiunge da un giorno all’altro ma solo attraverso un percorso efficace che permetta di
guarire le proprie “emozioni malate”. Esse si sono formate infatti attraverso anni e anni di situazioni e contesti nei quali le emozioni sono state “ferite” e traumatizzate.

La soluzione è esprimere le emozioni che non siamo riusciti o non abbiamo potuto esprimere durante gli eventi e le situazioni traumatiche. Solo così sarà possibile sentire appieno le emozioni ed esprimerle quando le sentiamo e uscire così dalla depressione.

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Senti di avere una bassa autostima e non sai il perchè e cosa fare e quali rimedi ti possono aiutare? Leggi l’articolo per trovare risposta alle tue domande.

Quali sono le cause di una bassa autostima? Quando sentiamo di avere una bassa autostima?

Quando ad esempio ci sentiamo inferiori ad una figura di autorità. Quando svalutiamo le nostre emozioni e i nostri sentimenti e sentiamo che quelle degli altri sono più importanti. Quando abbiamo una relazione amorosa insoddisfacente. Quando sentiamo di non essere in grado di raggiungere un obiettivo lavorativo. O quando abbiamo un sentimento costante di tristezza e vissuti depressivi.

L’autostima deriva dalle emozioni. E le emozioni dipendono dal nostro stato interiore. Le emozioni si formano fin dalla nascita e durante tutto il periodo della giovinezza fino all’adolescenza.

La famiglia nella quale si è vissuti è fondamentale. I genitori rappresentano lo specchio attraverso il quale formiamo la nostra personalità. E anche se vogliamo comportarci in modo diverso perchè alcune cose non ci piacciono in loro, la verità è che le nostre emozioni si formano modellando le loro emozioni.

Se all’interno della famiglia non eravamo ascoltati a dovere potremo avere una bassa autostima. Se abbiamo avuto un genitore particolarmente critico potremo avere una bassa autostima.  Se uno o entrambi i genitori avevano a loro volta vissuti di inferiorità e vissuti traumatici potremo avere una bassa autostima. Se l’ambiente famigliare era litigioso e sentivamo di camminare sui “gusci delle uova” potremo avere emozioni negative in età adulta e una bassa autostima. Se i genitori si sono separati o uno di essi è venuto a mancare precocemente potremo avere una bassa autostima.

Quali sono i rimedi per una bassa autostima? Cosa fare allora per migliorare l’autostima?

Mettere in atto dei semplici accorgimenti o tecniche non risolve il problema alla radice. L’attività fisica fa bene ma non guarisce un’autostima ferita. Cantare fa bene ma non guarisce un’autostima ferita. Curarsi di più e mangiare meglio fa bene ma non guarisce un’autostima ferita. Prendere farmaci copre solo il problema e ne fa nascere un altro che deriva dagli effetti collaterali e dalla dipendenza.

E’ necessario agire da dove è sorto il problema: dalle emozioni. Solo la sana espressione delle emozioni che abbiamo represso nell’infanzia e nell’adolescenza ci permetterà di curare le nostre emozioni. E quando sblocchiamo le emozioni represse, ci sentiamo bene. Quando ci sentiamo bene ci sentiamo automaticamente più sicuri di noi stessi in tutte le situazioni e l’autostima migliora in modo naturale e spontaneo.

Il percorso a mio parere in assoluto più efficace per fare questo che ritengo fondamentale per ogni persona arriva dall’insegnamento di John Lee, autore best seller di 19 libri a carattere psicologico su Amazon, intervistato da molti media tra cui la Cnn e il New York Times e con un passato di docenza all’università del Texas e dell’Alabama. Il libro consigliato si intitola “Facing the fire” e può essere acquistato su Amazon.

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Sei innamorata di un narcisista.

Il bravo ragazzo è quello con il quale ti trovi bene, quello con cui la mamma ti dice che dovresti sposarti, quello che è sempre disponibile e che lava anche i piatti… quello che ti capisce e che si preoccupa e pensa di aver sbagliato qualcosa quando ci sono dei problemi.

Ma non ti fa scattare la scintilla.

Il narcisista è invece l’opposto. Ha un senso di grandiosità. E’ egocentrico e presuntuoso. Si considera migliore degli altri. Esagera i suoi talenti.

Tutte qualità spiacevoli all’apparenza ma… incredibilmente sexy e attraenti ai tuoi occhi. Solo che dopo l’idillio arriva l’inferno nel vero e proprio termine della parola.

Dopo che ti ha fatto innamorare ti respinge, ti tratta male, ti da la colpa di cose che non hai fatto. E tu continui a chiederti cosa hai sbagliato. E a sentirti disperata.

Sei nel vortice e non riesci ad uscirne. Sei dipendente da lui e continui a chiederti come fare per riconquistarlo. Ma questo ti farà solo sentire peggio.

Perchè ti comporti così?

Le ragioni del nostro comportamento in amore sono sempre strettamente correlate a quello che si è vissuto in famiglia. Se sei innamorata di un narcisista molto probabilmente non hai avuto le attenzioni che cercavi da tuo padre. Forse era spesso assente emotivamente o fisicamente. O era una figura molto autoritaria e quello che diceva era sempre legge anche se era sbagliato.

Da adulti si è attratti senza rendersene conto del perchè, da partner che facciano rivivere l’amore come è stato vissuto nella familia anche se si riconosce che è sbagliato. E le qualità di autorità e di ostentata sicurezza del narcisista (e anche di sicurezza in quanto spesso i narcisisti hanno un buon successo lavorativo) diventano irresistibili per donne che hanno ferite emotive nella loro autostima.

Perchè il narcisista si comporta così?

Anche quì le cause vanno cercate nel passato famigliare. Il narcisista ha sperimentato in passato una forte emozione negativa legata all’abbandono. Magari l’arrivo di un fratello in casa gli ha tolto l’amore “soffocante” della madre.

Questa esperienza può essere stata così devastante da fargli decidere di non aver più bisogno degli altri in quanto questo può essere troppo pericoloso per lui.

Inconsciamente cerca l’attaccamento con una donna perchè ne ha disperato bisogno. Ma quando si avvicina troppo emotivamente fuoriesce quell’esperienza negativa che lo porta a vendicarsi inconsciamente con la partner per l’esperienza traumatica che ha avuto con la madre.

L’errore che non devi fare? Non cercare di capirlo e di volerlo aiutare, perchè questo ti farà entrare sempre di più in un circolo vizioso che non giova nè a te nè a lui.

Se sei innamorata di un narcisista hai bisogno di fare un percorso che ti permetta di guarire le emozioni che ti portano a sentirti inferiore e ad essere bisognosa.
Così potrai prima di tutto bastare a te stessa. E quando saprai fare questo potrai iniziare una relazione sana, soddisfacente e che durerà a lungo.

Se stai attraversando un periodo di disagio, hai un problema che vuoi risolvere o un obiettivo da raggiungere ma non sai come fare, puoi fare la tua domanda allo psicologo, Dr. Fabrizio Mardegan. Riceverai una risposta entro 24 ore.

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Cosa Sono:

Gli attacchi di panico sono una profonda sensazione di ansia che inizia e si conclude all’improvviso e sono anche chiamati attacchi di ansia. Questi attacchi possono essere così minacciosi che la persona che li ha può sentire di stare per morire, di collassare o perdere il controllo della mente e sentire il disperato bisogno di fuggire come se avesse bisogno di aiuto.

Gli attacchi di panico sono molto spiacevoli e le persone che ne hanno avuto uno hanno una grande paura di averne un altro e tendono a ricordare il primo per il resto della loro vita.

Essi possono verificarsi in qualsiasi momento della vita della persona ma più tipicamente tra i 20 e i 30 anni.

Quando si verificano:
Solitamente gli attacchi di panico non si verificano quando la vita della persona è in pericolo, ma bensì in situazioni nelle quali non c’è un pericolo reale. Essi hanno inizio quindi senza una ragione ovvia e spesso avvengono in situazioni quotidiane come per esempio quando si è al supermercato.

L’attacco di panico può verificarsi quindi nelle situazioni più variegate. Quando si è seduti in poltrona a guardare la tv, in un supermercato, in auto ecc. e anche tipico per le persone che hanno questo disturbo di avere l’attacco quando sono incapaci di lasciare facilmente la situazione e fuggire dalla stessa.

Cosa succede durante un attacco di panico:
Durante un attacco di panico la persona sente:
Un profondo senso di paura e angoscia
Tremolii
Sentire di avere il cuore in gola
Sentire dolore e oppressione al petto
Sensazione di stare per morire
Sensazione di essere sul punto di impazzire
Nausa o mal di stomaco
Senso di soffocamento
Bisogno di fuggire
e altri

L’attacco può durare 10 o 20 minuti sebbene i tremolii possano durare per ore. Le statistiche dicono che una su dieci persone può aver avuto un attacco di panico in un anno. Il disturbo da attacchi di panico colpisce 3 persone su 10 a qualche punto della vita delle persone.

Il disturbo da attacchi di panico:
Il disturbo da attacchi di panico viene riscontrato quando la persona ha frequenti attacchi di panico, solitamente uno al mese o più. Il fattore che caratterizza questo disturbo è la forte limitazione della vita della persona a causa della paura di avere attacchi e il bisogno di evitare certi posti per paura di avere un attacco.

Le cause:
Ci sono parecchie cause che portano al disturbo da attacchi di panico quali i vissuti famigliari, la personalità, certi eventi e situazioni e avere una forte tendenza ereditaria a esperire il panico.

Le conseguenze:
E’ pericoloso per la salute? No, anche se la persona sente palpitazioni ed è convinta di stare per avere un attacco di cuore, la realtà è che poi non viene riscontrata alcuna patologia fisica dal medico.

Tuttavia, le sensazioni che si hanno durante gli attacchi di panico sono così traumatiche da portare la persona a cercare di evitare il luogo e la situazione dove si è verificato per evitare che si ripeta.

Se non adeguatamente trattato la persona affetta da questo disturbo finisce con il chiudersi in se stessa. Questo la porta a non riuscire a lavorare, ad avere amici ed una vita sociale e a fare anche le azioni quotidiane più banali. Anche la vita amorosa ne soffre e può portare alla rottura di una relazione e alla decisione di non iniziare una relazione amorosa.

Attacchi di panico: Cura
Per avere un rapido sollievo dagli attacchi di panico molte persone ricorrono ai farmaci che medico e/o psichiatra consigliano. Tuttavia questi hanno effetti collaterali e non risolvono il problema ma lo “coprono“. Infatti per controllare gli attacchi di panico è spesso necessario continuare ad assumere indefinitamente i farmaci.

Per liberarsi veramente dagli attacchi di panico è necessario agire a livello psicologico ed emotivo. Questo perchè il panico che si ha durante gli attacchi è connesso ad eventi traumatici nei quali si sono vissuti profondi vissuti di paura e di angoscia.

Questi profondi vissuti di paura e di angoscia non vengono vissuti interamente a livello emotivo perchè sono troppo forti e sarebbero quindi troppo debilitanti per l’organismo. Questo è un meccanismo di difesa molto importante che si è formato in milioni di anni tramite l’evoluzione.

Tuttavia, le emozioni che non vengono vissute, vengono immagazzinate nell’organismo (o rimosse come direbbe Freud) e condizionano la vita dell’individuo e la sua serenità. E’ come immagazzinare queste esperienze dentro una pentola chiusa con un coperchio.

Esse sono rinchiuse, ma fuoriescono inevitabilmente quando la pressione che viene esercitata sul coperchio è troppo forte. E nel caso specifico si manifestano attraverso degli attacchi di intensa paura che sono appunto gli attacchi di panico.

L’unico vero modo di curare gli attacchi di panico è quindi quello di ripercorrere queste esperienze e di esprimere appieno e nel modo giusto le emozioni che non si sono potute esprimere durante l’evento traumatico. In questo modo si “svuota” la pentola e non ci sarà più materiale emotivo che fuoriesce dalla stessa. E questa energia potrà fluire nuovamente e liberamente nell’0rganismo.

Il risultato è una nuova sensazione di serenità e la scomparsa degli attacchi di panico. Ci si sente più leggeri, spariscono i pensieri negativi, tutto sembra più chiaro, più facile e affrontabile.

Per curare gli attacchi di panico hai quindi due vie:

1 Fai da te. Può essere una via molto complicata e difficile soprattutto se non hai studiato psicologia ma non escludo a priori che possa funzionare.

Per fare questo il miglior consiglio è quello di leggere e mettere in pratica questo libro dello psicologo americano John Lee (disponibile solo in inglese)

2 Con l’aiuto di uno psicologo. Quella psicologica – emotiva è l’unica vera via per curare gli attacchi di panico in modo profondo ed efficace. Anche quì dipende dall’efficacia della metodologia del professionista, da quanto ti senti a tuo agio con lo stesso e in quanto tempo può farti raggiungere l’obiettivo.

Per questo la terapia dello psicologo online ha dimostrato essere anche più efficace di quella tradizionale faccia a faccia. Questo articolo in inglese riporta la ricerca che è arrivata a questa conclusione: Articolo sull’efficacia della terapia online

Se stai attraversando un periodo di disagio, hai un problema che vuoi risolvere o un obiettivo da raggiungere ma non sai come fare, puoi fare la tua domanda allo psicologo, Dr. Fabrizio Mardegan. Riceverai una risposta entro 24 ore.

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