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Ansia Sociale: Cos’è e Come l’ho Superata

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di Dr. Fabrizio Mardegan – Psicologo

L’ansia sociale: il motivo per il quale mi sono iscritto a psicologia diversi anni fa! Infatti chi si iscrive a psicologia lo fa solitamente perchè ha dei disagi psicologici più pressanti della media delle persone e perchè ha quindi il desiderio di risolvere gli stessi.

Prima di tutto desidero scrivere un breve sommario di questo articolo sull’ansia sociale o fobia sociale in modo da rendere la lettura più agevole e comprensibile.

Eccolo:

* Cos’è l’ansia sociale
* Come la fobia sociale limita la vita delle persone
* Quali sono le cause dell’ansia sociale
* I tentativi che ho provato per superare la mia ansia sociale
* Come ne sono uscito e come puoi farlo anche tu

* Che cos’è in parole semplici l’ansia sociale?

Ecco la mia definizione: l’ansia sociale o fobia sociale è la sensazione di pericolo e disagio che si sente quando ci si trova con altre persone e si deve in qualche modo interagire con le stesse. La situazione più stressante si verifica quando si è al centro dell’attenzione.

Essa comprende la paura dell’intimità psicologica ossia dell’aprire i propri sentimenti agli altri e il timore di essere giudicati male, rifiutati, presi in giro. Questo perchè si hanno dentro sentimenti distruttivi. Se si esprimessero si allontanerebbero le altre persone e si riproverebbe quell’intensa paura che deriva dai traumi infantili che si sono vissuti e che sono connessi alla minaccia dell’abbandono.

* Come la fobia sociale limita la vita di chi ne soffre

Le conseguenze della fobia sociale sono una forte limitazione delle attività sociale e del riuscire ad aprire i propri sentimenti ed emozioni alle persone. E questo causa una forte limitazione nei 3 settori cruciali della vita:
* Lavoro. Le relazioni sociali sono cruciali per il successo lavorativo (nella grande maggioranza dei casi). L’ansia sociale è una sensazione di pericolo nelle relazioni sociali. Chi ne soffre quindi ha forti limitazioni sul successo lavorativo che riesce a raggiungere.
* Relazioni amorose e amicizie. Per avere una relazione amorosa soddisfacente è necessario aprire le proprie emozioni e sentimenti con l’altra persona. Per avere amicizie è valido lo stesso discorso. E, come detto, quando si ha l’ansia sociale si ha una forte paura di aprirsi agli altri perchè si hanno all’interno sentimenti distruttivi (paura dell’intimità psicologica)
* Salute. L’ansia è una delle principali cause dello sviluppo di dipendenze. Può essere dipendenza da fumo, alcol, droga, cibo. Ma anche gioco d’azzardo, sesso ecc. Tutte queste dipendenze hanno o possono avere effetti negativi sulla salute.

* Quali sono le cause dell’ansia sociale
Come già anticipato le cause dell’ansia sociale sono i traumi infantili connessi all’abbandono che è la più grande di tutte le paure psicologiche.

Come si manifesta l’abbandono nell’infanzia?

Ogni volta che si ha bisogno di conforto da parte di uno o entrambi i genitori e gli stessi non sono disponibili emotivamente e/o fisicamente. Quando il bambino ha dei bisogni emotivi e/o fisici egli lo esprime piangendo per richiamare i genitori. E piangendo esprime la sua rabbia perchè sente una sensazione di disagio. Se un genitore non arriva a rasserenarlo esso prova un senso di paura (o di angoscia e di panico). Comincia così a sviluppare un senso di impotenza e di disperazione perchè i suoi tentativi di richiamare le figure per lui più importanti (e la sua rabbia perchè i suoi bisogni non sono soddisfatti) non ottengono il risultato sperato.

Quando c’è ansia sociale si è vissuti solitamente in una famiglia disfunzionale o “tossica” nella quale le angosce venivano riversate sulla parte più debole (in psicologia sistemica viene definita “vittima designata”). Anche il fatto che uno o entrambi i genitori ne soffrano contribuisce al disturbo in quanto i figli modellano le figure genitoriali nella formazione della loro personalità.


Abbondanza-Prosperita-Ricchezza


* I tentativi che ho provato per superare la mia ansia sociale
La fobia sociale ha limitato la mia vita per buona parte della stessa.

Pensavo già di poterne uscire con gli insegnamenti dell’università. Mi sbagliavo.
Pensavo che il tirocinio pratico di psicologia mi desse gli strumenti per uscirne. Mi sbagliavo.
Pensavo che psicoterapie e tecniche che ho provato mi facessero vincere questo disturbo. Mi sbagliavo.

Sono grato per quello che ho imparato in tutte queste esperienze che ho fatto ma sono anche deluso ed arrabbiato. Questo perchè non mi hanno dato una soluzione concreta ed efficace. E perchè ho speso molti anni della mia vita prima di trovare la stessa.

* Come ne sono uscito e come puoi farlo anche tu
Come detto l’ansia sociale, come ogni altra forma di disagio o disturbo psicologico, deriva dai traumi infantili connessi all’abbandono.
L’ansia sociale è una sensazione di paura che si sente automaticamente perchè la rabbia espressa (spesso attraverso il pianto) perchè i propri bisogni non sono soddisfatti non ha come risultato il ripristino di una sensazione di sicurezza e di tranquillità.

Ed è quì che c’è stata la svolta nei miei tentativi di risolvere la mia ansia sociale. E più precisamente nella scoperta del lavoro di un consulente americano che si chiama John Lee. John Lee è autore di 19 libri e prima ancora professore all’università del Texas e dell’Alabama. E’ stato intervistato e apparso nei media più importanti tra i quali la Cnn e il New York Times.

John Lee basa tutto il suo lavoro su una semplice quanto geniale intuizione che racchiude la vera essenza del benessere psicologico a mio parere.
I sentimenti di impotenza e disperazione sono connessi al fatto che si è “appreso” che la propria rabbia per soddisfare i propri bisogni non portavano ai risultati sperati. Di conseguenza si è imparato a reprimere i propri sani sentimenti di rabbia. E questo in età adulta impedisce di formare dei limiti psicologici chiari e definiti.

Quando non si riesce ad esprimere la rabbia in modo salutare, nel senso di comunicare in modo tranquillo alle altre persone quando ci stanno infastidendo o danneggiando, si accumula dentro una rabbia distruttiva. E’ come riempire una pentola a pressione che quando sarà troppo colma scoppierà come una bomba. E questo determina i sentimenti di ira che si provano quando “non ce la si fa più a trattenere la collera”.

Gli animali della foresta, o i gatti ad esempio, sono assolutamente sani psicologicamente e sai perchè? Perchè se ad esempio accarezzi un gatto in un modo che lo infastidisce, egli ti risponde con una zampata. Ti risponde quindi con della rabbia costruttiva comunicandoti che non gli piace essere toccato in quel modo. Se non lo facesse tu penseresti che a lui piace essere accarezzato in quel modo e continueresti a farlo. E il gatto accumulerebbe dentro un senso di malessere psicologico. Ma questo non avviene appunto perchè egli esprime la sua rabbia nel momento opportuno.

Cosa significa tutto questo?

Che la rabbia che è stata repressa dall’infanzia e che condiziona negativamente l’età adulta ha bisogno di essere espressa in modo sano e controllato. John Lee ha verificato in più di 20 anni di attività che se si riesce ad esprimere quella rabbia che è stata repressa nell’infanzia, i disturbi spariscono e si esperisce una nuova sensazione di benessere, energia, serenità ed intimità.

Esprimere la rabbia in modo “controllato” permette di sentire tutte le altre emozioni. E quando si riesce spontaneamente a sentire ed esprimere le emozioni, la paura sparisce e con essa anche i disturbi psicologici.

Ed è stato questo l’unico e vero metodo psicologico che mi ha dato risultati favolosi. Mi ha permesso di superare la mia ansia sociale, di esperire un vissuto quotidiano pieno di energia, serenità, motivazione ed intimità con le persone. E le persone che ho seguito hanno avuto gli stessi benefici.

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