Ansia Archives

Cosa Sono:

Gli attacchi di panico sono una profonda sensazione di ansia che inizia e si conclude all’improvviso e sono anche chiamati attacchi di ansia. Questi attacchi possono essere così minacciosi che la persona che li ha può sentire di stare per morire, di collassare o perdere il controllo della mente e sentire il disperato bisogno di fuggire come se avesse bisogno di aiuto.

Gli attacchi di panico sono molto spiacevoli e le persone che ne hanno avuto uno hanno una grande paura di averne un altro e tendono a ricordare il primo per il resto della loro vita.

Essi possono verificarsi in qualsiasi momento della vita della persona ma più tipicamente tra i 20 e i 30 anni.

Quando si verificano:
Solitamente gli attacchi di panico non si verificano quando la vita della persona è in pericolo, ma bensì in situazioni nelle quali non c’è un pericolo reale. Essi hanno inizio quindi senza una ragione ovvia e spesso avvengono in situazioni quotidiane come per esempio quando si è al supermercato.

L’attacco di panico può verificarsi quindi nelle situazioni più variegate. Quando si è seduti in poltrona a guardare la tv, in un supermercato, in auto ecc. e anche tipico per le persone che hanno questo disturbo di avere l’attacco quando sono incapaci di lasciare facilmente la situazione e fuggire dalla stessa.

Cosa succede durante un attacco di panico:
Durante un attacco di panico la persona sente:
Un profondo senso di paura e angoscia
Tremolii
Sentire di avere il cuore in gola
Sentire dolore e oppressione al petto
Sensazione di stare per morire
Sensazione di essere sul punto di impazzire
Nausa o mal di stomaco
Senso di soffocamento
Bisogno di fuggire
e altri

L’attacco può durare 10 o 20 minuti sebbene i tremolii possano durare per ore. Le statistiche dicono che una su dieci persone può aver avuto un attacco di panico in un anno. Il disturbo da attacchi di panico colpisce 3 persone su 10 a qualche punto della vita delle persone.

Il disturbo da attacchi di panico:
Il disturbo da attacchi di panico viene riscontrato quando la persona ha frequenti attacchi di panico, solitamente uno al mese o più. Il fattore che caratterizza questo disturbo è la forte limitazione della vita della persona a causa della paura di avere attacchi e il bisogno di evitare certi posti per paura di avere un attacco.

Le cause:
Ci sono parecchie cause che portano al disturbo da attacchi di panico quali i vissuti famigliari, la personalità, certi eventi e situazioni e avere una forte tendenza ereditaria a esperire il panico.

Le conseguenze:
E’ pericoloso per la salute? No, anche se la persona sente palpitazioni ed è convinta di stare per avere un attacco di cuore, la realtà è che poi non viene riscontrata alcuna patologia fisica dal medico.

Tuttavia, le sensazioni che si hanno durante gli attacchi di panico sono così traumatiche da portare la persona a cercare di evitare il luogo e la situazione dove si è verificato per evitare che si ripeta.

Se non adeguatamente trattato la persona affetta da questo disturbo finisce con il chiudersi in se stessa. Questo la porta a non riuscire a lavorare, ad avere amici ed una vita sociale e a fare anche le azioni quotidiane più banali. Anche la vita amorosa ne soffre e può portare alla rottura di una relazione e alla decisione di non iniziare una relazione amorosa.

Attacchi di panico: Cura
Per avere un rapido sollievo dagli attacchi di panico molte persone ricorrono ai farmaci che medico e/o psichiatra consigliano. Tuttavia questi hanno effetti collaterali e non risolvono il problema ma lo “coprono“. Infatti per controllare gli attacchi di panico è spesso necessario continuare ad assumere indefinitamente i farmaci.

Per liberarsi veramente dagli attacchi di panico è necessario agire a livello psicologico ed emotivo. Questo perchè il panico che si ha durante gli attacchi è connesso ad eventi traumatici nei quali si sono vissuti profondi vissuti di paura e di angoscia.

Questi profondi vissuti di paura e di angoscia non vengono vissuti interamente a livello emotivo perchè sono troppo forti e sarebbero quindi troppo debilitanti per l’organismo. Questo è un meccanismo di difesa molto importante che si è formato in milioni di anni tramite l’evoluzione.

Tuttavia, le emozioni che non vengono vissute, vengono immagazzinate nell’organismo (o rimosse come direbbe Freud) e condizionano la vita dell’individuo e la sua serenità. E’ come immagazzinare queste esperienze dentro una pentola chiusa con un coperchio.

Esse sono rinchiuse, ma fuoriescono inevitabilmente quando la pressione che viene esercitata sul coperchio è troppo forte. E nel caso specifico si manifestano attraverso degli attacchi di intensa paura che sono appunto gli attacchi di panico.

L’unico vero modo di curare gli attacchi di panico è quindi quello di ripercorrere queste esperienze e di esprimere appieno e nel modo giusto le emozioni che non si sono potute esprimere durante l’evento traumatico. In questo modo si “svuota” la pentola e non ci sarà più materiale emotivo che fuoriesce dalla stessa. E questa energia potrà fluire nuovamente e liberamente nell’0rganismo.

Il risultato è una nuova sensazione di serenità e la scomparsa degli attacchi di panico. Ci si sente più leggeri, spariscono i pensieri negativi, tutto sembra più chiaro, più facile e affrontabile.

Per curare gli attacchi di panico hai quindi due vie:

1 Fai da te. Può essere una via molto complicata e difficile soprattutto se non hai studiato psicologia ma non escludo a priori che possa funzionare.

2 Con l’aiuto di uno psicologo. Quella psicologica – emotiva è l’unica vera via per curare gli attacchi di panico in modo profondo ed efficace. Anche in questo caso dipende dall’efficacia della metodologia del professionista, da quanto ti senti a tuo agio con lo stesso e in quanto tempo può farti raggiungere l’obiettivo.

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di Dr. Fabrizio Mardegan – Psicologo

L’ansia sociale: il motivo per il quale mi sono iscritto a psicologia diversi anni fa! Infatti chi si iscrive a psicologia lo fa solitamente perchè ha dei disagi psicologici più pressanti della media delle persone e perchè ha quindi il desiderio di risolvere gli stessi.

Prima di tutto desidero scrivere un breve sommario di questo articolo sull’ansia sociale o fobia sociale in modo da rendere la lettura più agevole e comprensibile.

Eccolo:

* Cos’è l’ansia sociale
* Come la fobia sociale limita la vita delle persone
* Quali sono le cause dell’ansia sociale
* I tentativi che ho provato per superare la mia ansia sociale
* Come ne sono uscito e come puoi farlo anche tu

* Che cos’è in parole semplici l’ansia sociale?

Ecco la mia definizione: l’ansia sociale o fobia sociale è la sensazione di pericolo e disagio che si sente quando ci si trova con altre persone e si deve in qualche modo interagire con le stesse. La situazione più stressante si verifica quando si è al centro dell’attenzione.

Essa comprende la paura dell’intimità psicologica ossia dell’aprire i propri sentimenti agli altri e il timore di essere giudicati male, rifiutati, presi in giro. Questo perchè si hanno dentro sentimenti distruttivi. Se si esprimessero si allontanerebbero le altre persone e si riproverebbe quell’intensa paura che deriva dai traumi infantili che si sono vissuti e che sono connessi alla minaccia dell’abbandono.

* Come la fobia sociale limita la vita di chi ne soffre

Le conseguenze della fobia sociale sono una forte limitazione delle attività sociale e del riuscire ad aprire i propri sentimenti ed emozioni alle persone. E questo causa una forte limitazione nei 3 settori cruciali della vita:
* Lavoro. Le relazioni sociali sono cruciali per il successo lavorativo (nella grande maggioranza dei casi). L’ansia sociale è una sensazione di pericolo nelle relazioni sociali. Chi ne soffre quindi ha forti limitazioni sul successo lavorativo che riesce a raggiungere.
* Relazioni amorose e amicizie. Per avere una relazione amorosa soddisfacente è necessario aprire le proprie emozioni e sentimenti con l’altra persona. Per avere amicizie è valido lo stesso discorso. E, come detto, quando si ha l’ansia sociale si ha una forte paura di aprirsi agli altri perchè si hanno all’interno sentimenti distruttivi (paura dell’intimità psicologica)
* Salute. L’ansia è una delle principali cause dello sviluppo di dipendenze. Può essere dipendenza da fumo, alcol, droga, cibo. Ma anche gioco d’azzardo, sesso ecc. Tutte queste dipendenze hanno o possono avere effetti negativi sulla salute.

* Quali sono le cause dell’ansia sociale
Come già anticipato le cause dell’ansia sociale sono i traumi infantili connessi all’abbandono che è la più grande di tutte le paure psicologiche.

Come si manifesta l’abbandono nell’infanzia?

Ogni volta che si ha bisogno di conforto da parte di uno o entrambi i genitori e gli stessi non sono disponibili emotivamente e/o fisicamente. Quando il bambino ha dei bisogni emotivi e/o fisici egli lo esprime piangendo per richiamare i genitori. E piangendo esprime la sua rabbia perchè sente una sensazione di disagio. Se un genitore non arriva a rasserenarlo esso prova un senso di paura (o di angoscia e di panico). Comincia così a sviluppare un senso di impotenza e di disperazione perchè i suoi tentativi di richiamare le figure per lui più importanti (e la sua rabbia perchè i suoi bisogni non sono soddisfatti) non ottengono il risultato sperato.

Quando c’è ansia sociale si è vissuti solitamente in una famiglia disfunzionale o “tossica” nella quale le angosce venivano riversate sulla parte più debole (in psicologia sistemica viene definita “vittima designata”). Anche il fatto che uno o entrambi i genitori ne soffrano contribuisce al disturbo in quanto i figli modellano le figure genitoriali nella formazione della loro personalità.

* I tentativi che ho provato per superare la mia ansia sociale
La fobia sociale ha limitato la mia vita per buona parte della stessa.

Pensavo già di poterne uscire con gli insegnamenti dell’università. Mi sbagliavo.
Pensavo che il tirocinio pratico di psicologia mi desse gli strumenti per uscirne. Mi sbagliavo.
Pensavo che psicoterapie e tecniche che ho provato mi facessero vincere questo disturbo. Mi sbagliavo.

Sono grato per quello che ho imparato in tutte queste esperienze che ho fatto ma sono anche deluso ed arrabbiato. Questo perchè non mi hanno dato una soluzione concreta ed efficace. E perchè ho speso molti anni della mia vita prima di trovare la stessa.

* Come ne sono uscito e come puoi farlo anche tu
Come detto l’ansia sociale, come ogni altra forma di disagio o disturbo psicologico, deriva dai traumi infantili connessi all’abbandono.
L’ansia sociale è una sensazione di paura che si sente automaticamente perchè la rabbia espressa (spesso attraverso il pianto) perchè i propri bisogni non sono soddisfatti non ha come risultato il ripristino di una sensazione di sicurezza e di tranquillità.

Ed è quì che c’è stata la svolta nei miei tentativi di risolvere la mia ansia sociale. E più precisamente nella scoperta del lavoro di un consulente americano che si chiama John Lee. John Lee è autore di 19 libri e prima ancora professore all’università del Texas e dell’Alabama. E’ stato intervistato e apparso nei media più importanti tra i quali la Cnn e il New York Times.

John Lee basa tutto il suo lavoro su una semplice quanto geniale intuizione che racchiude la vera essenza del benessere psicologico a mio parere.
I sentimenti di impotenza e disperazione sono connessi al fatto che si è “appreso” che la propria rabbia per soddisfare i propri bisogni non portavano ai risultati sperati. Di conseguenza si è imparato a reprimere i propri sani sentimenti di rabbia. E questo in età adulta impedisce di formare dei limiti psicologici chiari e definiti.

Quando non si riesce ad esprimere la rabbia in modo salutare, nel senso di comunicare in modo tranquillo alle altre persone quando ci stanno infastidendo o danneggiando, si accumula dentro una rabbia distruttiva. E’ come riempire una pentola a pressione che quando sarà troppo colma scoppierà come una bomba. E questo determina i sentimenti di ira che si provano quando “non ce la si fa più a trattenere la collera”.

Gli animali della foresta, o i gatti ad esempio, sono assolutamente sani psicologicamente e sai perchè? Perchè se ad esempio accarezzi un gatto in un modo che lo infastidisce, egli ti risponde con una zampata. Ti risponde quindi con della rabbia costruttiva comunicandoti che non gli piace essere toccato in quel modo. Se non lo facesse tu penseresti che a lui piace essere accarezzato in quel modo e continueresti a farlo. E il gatto accumulerebbe dentro un senso di malessere psicologico. Ma questo non avviene appunto perchè egli esprime la sua rabbia nel momento opportuno.

Cosa significa tutto questo?

Che la rabbia che è stata repressa dall’infanzia e che condiziona negativamente l’età adulta ha bisogno di essere espressa in modo sano e controllato. John Lee ha verificato in più di 20 anni di attività che se si riesce ad esprimere quella rabbia che è stata repressa nell’infanzia, i disturbi spariscono e si esperisce una nuova sensazione di benessere, energia, serenità ed intimità.

Esprimere la rabbia in modo “controllato” permette di sentire tutte le altre emozioni. E quando si riesce spontaneamente a sentire ed esprimere le emozioni, la paura sparisce e con essa anche i disturbi psicologici.

Ed è stato questo l’unico e vero metodo psicologico che mi ha dato risultati favolosi. Mi ha permesso di superare la mia ansia sociale, di esperire un vissuto quotidiano pieno di energia, serenità, motivazione ed intimità con le persone. E le persone che ho seguito hanno avuto gli stessi benefici.

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