Litigare fa bene alla coppia? La risposta è si e no. In realtà una ricerca della Brigham Young University, riportata sulla rivista americana Journal of Marriage and Family (studio di 20 anni su 1700 coppie) ha riscontrato che quanto minori erano i litigi tanto migliore era lo stato di salute di entrambi i partners.

Più che litigare ciò che fa bene alla coppia è avere un confronto aperto. Il confronto dove entrambi i partner esprimono liberamente e in modo sereno le loro emozioni di disappunto senza la paura che l’altra persona si chiuda, o risponda con accuse al comportamento dell’altro. Questo fa crescere entrambi e anche la coppia.

Tuttavia questo spesso non è possibile perchè ci si porta dietro il bagaglio emotivo che deriva dal vissuto familiare. Se ad esempio quando si esprimevano i propri bisogni emotivi nella propria famiglia di origine, questi non ricevevano un’attenzione sufficiente allora si tenderà a spostare sul partner la colpa di quello che è successo.

Ecco spiegato infatti perchè si litiga spesso per motivi futili. Il motivo reale non è quello del litigio infatti ma la collera che si ha verso uno o entrambi i genitori e che non si è potuto esprimere. Questa collera che è dentro la persona ha bisogno di esprimersi e viene spostata nel partner in quanto esso diventa la figura di riferimento con il quale si soddisfano i propri bisogni emotivi.

Quello che fa male al benessere di coppia sono quindi i litigi nei quali si critica, si accusa e nei casi peggiori si insulta e si arriva al contatto fisico. In questo caso si stanno rivivendo dei vissuti traumatici che sono stati esperiti in familia e ai quali non si è trovato sfogo o risposta.

Ad esempio un uomo o una donna che ha avuto un padre o una madre assente emotivamente e/o fisicamente sposterà la collera per non essere stato accudito nel modo desiderato nel partner. Una persona che è stata abusata emotivamente o fisicamente in famiglia potrà ripetere lo stesso comportamento con il partner.

Ma l’assenza totale di litigi fa bene allora?

Se per assenza di litigi si intende assenza di un confronto salutare allora l’assenza totale di litigi non fa bene. Nel caso ad esempio nel quale una persona accetta tutti i comportamenti del partner perchè ha appreso che i suoi bisogni non erano importanti, questo non fa bene. Nel caso in cui una persona non da feed back al partner su cosa gli da e non gli da fastidio e tiene tutto dentro chiudendosi in se stesso/a questo non fa bene alla coppia.

Le emozioni e i vissuti traumatici che sono stati vissuti in familia ci sono e non possono essere risolti solo con la comprensione razionale. Infatti in generale tutte le coppie desiderano che la loro unione sia felice ma poi arrivano puntualmente delle emozioni che rendono il litigio “distruttivo” l’unica via possibile.

Per avere una sana vita di coppia è necessario che entrambi i partner risolvano quei vissuti interiori traumatici esprimendo in modo pieno e libero tutte le emozioni che sono state represse all’interno della familia di origine.

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La dipendenza affettiva significa avere un disperato bisogno del partner e sviluppare una vera e propria dipendenza amorosa. Quando si soffre di dipendenza affettiva ci si attacca al partner in modo ossessivo e morboso perchè questo è il modo in cui si è stati amati dai genitori e perchè c’è un vuoto emotivo che ha bisogno di essere riempito.

La dipendenza affettiva porta ad innamorarsi di partner “sbagliati” che faranno soffrire. Questo avviene perchè ci si innamora di persone che hanno vuoti emotivi simili a quelli che avevano e hanno le figure genitoriali.

Dipendenza Affettiva Sintomi
I principali sintomi della dipendenza affettiva sono:
* Un basso livello di autostima. Se in famiglia si veniva svalutati, non si veniva ascoltati e non si trovava una sana soddisfazione ai bisogni emotivi, questo porta a svalutare automaticamente i propri bisogni emotivi anche in età adulta.

Quando si tentava di esprimere i propri bisogni questo veniva condannato come qualcosa di sbagliato. Per questo si sviluppa timore e paura nell’esprimere i propri sani bisogni e desideri in età adulta perchè questo è stato associato a sentimenti di rabbia e di negazione. Quindi cercare di soddisfare i propri bisogni emotivi è semplicemente una pretesa ingiustificata e che fa nascere sentimenti di ansia e di paura. Questo ha come conseguenza un basso livello di autostima.

* Scelta di partner non disponibili. Questo avviene perchè una figura genitoriale non era disponibile e c’è il desiderio inconscio di riuscire a soddisfare quel desiderio di attenzioni in partner che hanno caratteristiche simili di indisponibilità. Inoltre si scelgono partner sbagliati perchè si sente che non avranno cura di soddisfare i propri bisogni emotivi. E quando si sente che soddisfare i propri bisogni emotivi è sbagliato e minaccioso, si è attratti automaticamente da partner emotivamente assenti.

* Ci si lascia trascinare dagli eventi invece di essere i protagonisti delle proprie vite.

* Si vive in balia delle proprie emozioni e non si è mai diventati del tutto adulti

* Si dipende dagli altri.

* Le storie amorose ingoiano completamente la persona portandola a volte ad avere comportamenti autolesionistici

Dipendenza Affettiva Cause
Le ferite emotive connesse all’attaccamento e all’abbandono sono le cause della dipendenza affettiva. Si ama e ci si attacca emotivamente al partner nel modo in cui si è stati amati dai genitori dalla nascita fino all’età adulta. E questo vale per te come per i tuoi genitori, i genitori dei tuoi genitori ecc., a meno che non si interrompa questo circolo vizioso.

Dalla nascita all’età adulta si vivono una moltitudine di esperienze affettive in famiglia. Queste esperienze sono corredate da emozioni positive e negative. Quanto più si vivono esperienze corredate da emozioni negative e distruttive, tanto più si svilupperà una struttura di personalità fragile e soggetta a dipendenza affettiva dagli altri.

Dipendenza Affettiva come Uscirne
Come guarire dalla dipendenza affettiva? Guarire le emozioni distruttive che si sono vissute per molti anni non può avvenire da un giorno all’altro. E’ necessario ricostruire il proprio modo di sentire e superare le paure connesse alla sana espressione dei propri bisogni emotivi.

La via per fare questo è riuscire ad esprimere le emozioni che sono state represse e rinchiuse dentro. E riuscire a farlo sentendo che si è al sicuro mentre si esprimono queste emozioni. Questo permette di sbloccare i blocchi emotivi, di sentire come naturale il diritto di valorizzare i propri bisogni emotivi e di riuscire a soddisfarli con le persone in modo equilibrato.

E permetterà di innamorarsi di partner che sono disponibili emotivamente e di avere una nuova forma di attaccamento sana e soddisfacente.

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La vergogna è un sentimento che fa sentire una sensazione più o meno prolungata e più o meno intensa di disagio emotivo che si sente quando si fa o si è fatto o si vorrebbe fare qualcosa per la quale si è stati fatti sentire in colpa. Esiste una vergogna sana, quella per la quale si capisce di aver fatto qualcosa di male a qualcuno e ci si sente giustamente in colpa. Ed esiste una vergogna tossica, quella che blocca nella sana espressione dei nostri bisogni e desideri in campo amoroso, lavorativo e relazionale.

Ma come si forma la vergogna? Qual’è il significato della vergogna?

Le emozioni si modellano prima di tutto nel contesto familiare. Dalla nascita fino all’adolescenza si vivono una moltitudine di esperienze emotive, situazioni, interazioni, dinamiche familiari e sociali che formano il nostro senso di ciò per cui c’è da vergognarsi e ciò che è accettato.

E anche se non è sempre facile comprenderlo, la vergogna che proviamo in famiglia ce la portiamo dentro per il resto della nostra vita se non facciamo qualcosa per curare le nostre emozioni.

Tipi di vergogna
Vergogna sana: quella per la quale veniamo puniti e fatti sentire in colpa nel modo giusto (ossia senza che vengano sfogate altre frustrazioni su di noi) per un giusto motivo e una giusta causa.

Vergogna tossica: Si forma quando qualcuno scarica le responsabilità sue o di qualcun altro su di noi e quando ci sono tabu sulla sessualità e sul denaro soprattutto. Essa causa forti sentimenti di inadeguatezza e può letteralmente bloccare nelle relazioni, in amore e nel lavoro.

Come si forma la vergogna
I primi e più intensi sentimenti di vergogna vengono sperimentati in famiglia. Se i genitori sono stati educati in un ambiente vergognoso anche noi formeremo forti sensi di vergogna in quanto i figli modellano prima di tutto i genitori nella formazione delle emozioni e della personalità.

Se in famiglia e nella società ci sono tabu sulla sessualità ad esempio, allora formeremo sensi di vergogna nei rapporti amorosi. Se la società condanna implicitamente la sessualità e il denaro allora proveremo vergogna, timore e paura sia nei rapporti amorosi che nella ricerca di una sana indipendenza economica.

Se si viene inconsciamente colpevolizzati per qualcosa della quale non si è responsabili, allora si potrà provare vergogna anche quando subiamo degli abusi emotivi e/o fisici. Questi meccanismi sono molto sottili e riguardano il non detto.

Ad esempio potrebbero esserci sentimenti in un padre come “Tu sei venuto al mondo e adesso mia moglie mi da molte meno attenzioni“. Oppure: “Adesso per colpa tua devo sacrificarmi di più nel lavoro” oppure “adesso per colpa tua devo rinunciare alla carriera” oppure l’invidia da parte di un fratello o sorella “Adesso che sei arrivato/a la mamma non mi da più le attenzioni di prima

Oppure ancora un genitore può inconsciamente esprimere la rabbia repressa che ha verso sua madre o suo padre nei confronti del figlio/a. E lo stesso genitore può essere stato/a vittima dello stesso meccanismo disfunzionale nella sua famiglia.

E’ un circolo vizioso che ha bisogno di essere fermato per poter vivere una vita serena e libera dalla vergogna tossica e dai sensi di colpa.

Cosa fare allora?
I consigli generali di sviluppo personale che vengono dati possono essere utili ma non risolvono in profondità il problema e quindi non ne fornirò in questo articolo.

Meditare fa bene ma non fa superare la vergogna. Fare esercizio fisico fa bene ma non fa superare la vergogna. Una persona può poi impegnarsi a pensare positivo ma se ci sono emozioni negative interiorizzate questo servirà a poco.

E’ necessario agire sulle emozioni in modo più approfondito, capire dove si è formata la vergogna ed esprimere e sbloccare quelle emozioni che sono state represse e che condizionano ogni giorno negativamente il benessere emotivo e quindi le relazioni personali e il lavoro.

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Capire come uscire dalla depressione è una priorità per chi soffre di questo disturbo. Per risolvere il problema e guarire dalla depressione è necessario capire prima di tutto le cause della stessa.

Prima di tutto diamo una definizione di depressione. Wikipedia la definisce come “una patologia o disturbo dell’umore, caratterizzata da episodi di umore depresso accompagnati da una bassa autostima e perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli (anedonia)”

Tradotto si può dire che la depressione è uno stato nel quale il vissuto emotivo è caratterizzato da stati d’animo negativi di intensa tristezza (e quindi da emozioni negative) per un periodo e in una modalità tale da portare la persona a perdere interesse per le attività piacevoli per la maggior parte delle persone. Essa è caratterizzata da stanchezza, demotivazione, mancanza di energia, mancanza di stimoli… E il tutto si può sentire senza che ci sia una causa immediata che giustifichi uno stato d’animo depresso.

Per capire come combattere la depressione è necessario capire quali sono le cause della stessa. Come detto essa è caratterizzata da uno stato emotivo negativo di intensa tristezza, fiacco, nel quale mancano forze, stimoli e motivazioni. E gli stati emotivi che proviamo si formano fin dalla nascita e soprattutto fino all’adolescenza, in base a quello che è l‘ambiente familiare.

Quà non si cercano colpevoli ma le cause. Se il tuo ambiente familiare ha favorito l’insorgere della depressione, è molto probabile che i tuoi genitori abbiano a loro volta vissuto in un ambiente familiare difficile. Tuttavia questa non deve nemmeno essere una giustificazione.

Come dicevo, l’ambiente familiare condiziona in maniera determinante la formazione della propria personalità in età adulta. Chi soffre di depressione ha certamente sofferto in modo molto marcato il più grande dei dolori psicologici: l’abbandono. Quando l’ambiente familiare è teso c’è una costante paura dell’abbandono. Quando un genitore è assente emotivamente e/o fisicamente si sperimenta l’abbandono. Quando veniamo criticati ingiustamente da uno o entrambi i genitori e non riusciamo a difenderci è perchè abbiamo paura dell’abbandono. Quando un genitore è troppo opprimente e cerca di controllarci (e lo fa anche lui/lei per paura dell’abbandono) sentiamo l’abbandono. Quando i genitori si separano sentiamo l’abbandono. Quando litigano sentiamo la paura dell’abbandono ecc.

Ci sono una moltitudine di eventi e di vissuti emotivi che giustificano l’insorgere della depressione in età adulta. Sono gli eventi cosiddetti traumatici. Episodi e situazioni permanenti nei quali abbiamo sperimentato emozioni spiacevoli in modo improvviso (ad es. con la morte di un genitore, una violenza subita) e/o continuativo (come nel caso di un ambiente familiare teso nel quale i genitori litigano frequentemente).

Tutti questi eventi e queste emozioni che si sono sperimentate ma non vissute ed elaborate, contribuiscono oggi a giustificare la depressione. Sono situazioni nelle quali non abbiamo potuto vivere ed esprimere le emozioni in modo adeguato alla situazioni per una serie di ragioni. Non potevamo ribellarci ai genitori perchè il rapporto di potere non ce lo permetteva. Lo stesso può essere avvenuto con un insegnante. Oppure abbiamo modellato i sentimenti di vergogna e di colpa di uno o di entrambi i genitori.

Sono emozioni e come si sa le emozioni non possono essere misurate e definite con un numero preciso. Ma è possibile trovare il modo di curarle per guarire dalla depressione.

Come curare quindi la depressione?
Superare la depressione non è un compito semplice. Non si raggiunge da un giorno all’altro ma solo attraverso un percorso efficace che permetta di
guarire le proprie “emozioni malate”. Esse si sono formate infatti attraverso anni e anni di situazioni e contesti nei quali le emozioni sono state “ferite” e traumatizzate.

La soluzione è esprimere le emozioni che non siamo riusciti o non abbiamo potuto esprimere durante gli eventi e le situazioni traumatiche. Solo così sarà possibile sentire appieno le emozioni ed esprimerle quando le sentiamo e uscire così dalla depressione.

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Senti di avere una bassa autostima e non sai il perchè e cosa fare e quali rimedi ti possono aiutare? Leggi l’articolo per trovare risposta alle tue domande.

Quali sono le cause di una bassa autostima? Quando sentiamo di avere una bassa autostima?

Quando ad esempio ci sentiamo inferiori ad una figura di autorità. Quando svalutiamo le nostre emozioni e i nostri sentimenti e sentiamo che quelle degli altri sono più importanti. Quando abbiamo una relazione amorosa insoddisfacente. Quando sentiamo di non essere in grado di raggiungere un obiettivo lavorativo. O quando abbiamo un sentimento costante di tristezza e vissuti depressivi.

L’autostima deriva dalle emozioni. E le emozioni dipendono dal nostro stato interiore. Le emozioni si formano fin dalla nascita e durante tutto il periodo della giovinezza fino all’adolescenza.

La famiglia nella quale si è vissuti è fondamentale. I genitori rappresentano lo specchio attraverso il quale formiamo la nostra personalità. E anche se vogliamo comportarci in modo diverso perchè alcune cose non ci piacciono in loro, la verità è che le nostre emozioni si formano modellando le loro emozioni.

Se all’interno della famiglia non eravamo ascoltati a dovere potremo avere una bassa autostima. Se abbiamo avuto un genitore particolarmente critico potremo avere una bassa autostima.  Se uno o entrambi i genitori avevano a loro volta vissuti di inferiorità e vissuti traumatici potremo avere una bassa autostima. Se l’ambiente famigliare era litigioso e sentivamo di camminare sui “gusci delle uova” potremo avere emozioni negative in età adulta e una bassa autostima. Se i genitori si sono separati o uno di essi è venuto a mancare precocemente potremo avere una bassa autostima.

Quali sono i rimedi per una bassa autostima? Cosa fare allora per migliorare l’autostima?

Mettere in atto dei semplici accorgimenti o tecniche non risolve il problema alla radice. L’attività fisica fa bene ma non guarisce un’autostima ferita. Cantare fa bene ma non guarisce un’autostima ferita. Curarsi di più e mangiare meglio fa bene ma non guarisce un’autostima ferita. Prendere farmaci copre solo il problema e ne fa nascere un altro che deriva dagli effetti collaterali e dalla dipendenza.

E’ necessario agire da dove è sorto il problema: dalle emozioni. Solo la sana espressione delle emozioni che abbiamo represso nell’infanzia e nell’adolescenza ci permetterà di curare le nostre emozioni. E quando sblocchiamo le emozioni represse, ci sentiamo bene. Quando ci sentiamo bene ci sentiamo automaticamente più sicuri di noi stessi in tutte le situazioni e l’autostima migliora in modo naturale e spontaneo.

Il percorso a mio parere in assoluto più efficace per fare questo che ritengo fondamentale per ogni persona arriva dall’insegnamento di John Lee, autore best seller di 19 libri a carattere psicologico su Amazon, intervistato da molti media tra cui la Cnn e il New York Times e con un passato di docenza all’università del Texas e dell’Alabama. Il libro consigliato si intitola “Facing the fire” e può essere acquistato su Amazon.

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Sei innamorata di un narcisista.

Il bravo ragazzo è quello con il quale ti trovi bene, quello con cui la mamma ti dice che dovresti sposarti, quello che è sempre disponibile e che lava anche i piatti… quello che ti capisce e che si preoccupa e pensa di aver sbagliato qualcosa quando ci sono dei problemi.

Ma non ti fa scattare la scintilla.

Il narcisista è invece l’opposto. Ha un senso di grandiosità. E’ egocentrico e presuntuoso. Si considera migliore degli altri. Esagera i suoi talenti.

Tutte qualità spiacevoli all’apparenza ma… incredibilmente sexy e attraenti ai tuoi occhi. Solo che dopo l’idillio arriva l’inferno nel vero e proprio termine della parola.

Dopo che ti ha fatto innamorare ti respinge, ti tratta male, ti da la colpa di cose che non hai fatto. E tu continui a chiederti cosa hai sbagliato. E a sentirti disperata.

Sei nel vortice e non riesci ad uscirne. Sei dipendente da lui e continui a chiederti come fare per riconquistarlo. Ma questo ti farà solo sentire peggio.

Perchè ti comporti così?

Le ragioni del nostro comportamento in amore sono sempre strettamente correlate a quello che si è vissuto in famiglia. Se sei innamorata di un narcisista molto probabilmente non hai avuto le attenzioni che cercavi da tuo padre. Forse era spesso assente emotivamente o fisicamente. O era una figura molto autoritaria e quello che diceva era sempre legge anche se era sbagliato.

Da adulti si è attratti senza rendersene conto del perchè, da partner che facciano rivivere l’amore come è stato vissuto nella familia anche se si riconosce che è sbagliato. E le qualità di autorità e di ostentata sicurezza del narcisista (e anche di sicurezza in quanto spesso i narcisisti hanno un buon successo lavorativo) diventano irresistibili per donne che hanno ferite emotive nella loro autostima.

Perchè il narcisista si comporta così?

Anche quì le cause vanno cercate nel passato famigliare. Il narcisista ha sperimentato in passato una forte emozione negativa legata all’abbandono. Magari l’arrivo di un fratello in casa gli ha tolto l’amore “soffocante” della madre.

Questa esperienza può essere stata così devastante da fargli decidere di non aver più bisogno degli altri in quanto questo può essere troppo pericoloso per lui.

Inconsciamente cerca l’attaccamento con una donna perchè ne ha disperato bisogno. Ma quando si avvicina troppo emotivamente fuoriesce quell’esperienza negativa che lo porta a vendicarsi inconsciamente con la partner per l’esperienza traumatica che ha avuto con la madre.

L’errore che non devi fare? Non cercare di capirlo e di volerlo aiutare, perchè questo ti farà entrare sempre di più in un circolo vizioso che non giova nè a te nè a lui.

Se sei innamorata di un narcisista hai bisogno di fare un percorso che ti permetta di guarire le emozioni che ti portano a sentirti inferiore e ad essere bisognosa.
Così potrai prima di tutto bastare a te stessa. E quando saprai fare questo potrai iniziare una relazione sana, soddisfacente e che durerà a lungo.

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Cosa Sono:

Gli attacchi di panico sono una profonda sensazione di ansia che inizia e si conclude all’improvviso e sono anche chiamati attacchi di ansia. Questi attacchi possono essere così minacciosi che la persona che li ha può sentire di stare per morire, di collassare o perdere il controllo della mente e sentire il disperato bisogno di fuggire come se avesse bisogno di aiuto.

Gli attacchi di panico sono molto spiacevoli e le persone che ne hanno avuto uno hanno una grande paura di averne un altro e tendono a ricordare il primo per il resto della loro vita.

Essi possono verificarsi in qualsiasi momento della vita della persona ma più tipicamente tra i 20 e i 30 anni.

Quando si verificano:
Solitamente gli attacchi di panico non si verificano quando la vita della persona è in pericolo, ma bensì in situazioni nelle quali non c’è un pericolo reale. Essi hanno inizio quindi senza una ragione ovvia e spesso avvengono in situazioni quotidiane come per esempio quando si è al supermercato.

L’attacco di panico può verificarsi quindi nelle situazioni più variegate. Quando si è seduti in poltrona a guardare la tv, in un supermercato, in auto ecc. e anche tipico per le persone che hanno questo disturbo di avere l’attacco quando sono incapaci di lasciare facilmente la situazione e fuggire dalla stessa.

Cosa succede durante un attacco di panico:
Durante un attacco di panico la persona sente:
Un profondo senso di paura e angoscia
Tremolii
Sentire di avere il cuore in gola
Sentire dolore e oppressione al petto
Sensazione di stare per morire
Sensazione di essere sul punto di impazzire
Nausa o mal di stomaco
Senso di soffocamento
Bisogno di fuggire
e altri

L’attacco può durare 10 o 20 minuti sebbene i tremolii possano durare per ore. Le statistiche dicono che una su dieci persone può aver avuto un attacco di panico in un anno. Il disturbo da attacchi di panico colpisce 3 persone su 10 a qualche punto della vita delle persone.

Il disturbo da attacchi di panico:
Il disturbo da attacchi di panico viene riscontrato quando la persona ha frequenti attacchi di panico, solitamente uno al mese o più. Il fattore che caratterizza questo disturbo è la forte limitazione della vita della persona a causa della paura di avere attacchi e il bisogno di evitare certi posti per paura di avere un attacco.

Le cause:
Ci sono parecchie cause che portano al disturbo da attacchi di panico quali i vissuti famigliari, la personalità, certi eventi e situazioni e avere una forte tendenza ereditaria a esperire il panico.

Le conseguenze:
E’ pericoloso per la salute? No, anche se la persona sente palpitazioni ed è convinta di stare per avere un attacco di cuore, la realtà è che poi non viene riscontrata alcuna patologia fisica dal medico.

Tuttavia, le sensazioni che si hanno durante gli attacchi di panico sono così traumatiche da portare la persona a cercare di evitare il luogo e la situazione dove si è verificato per evitare che si ripeta.

Se non adeguatamente trattato la persona affetta da questo disturbo finisce con il chiudersi in se stessa. Questo la porta a non riuscire a lavorare, ad avere amici ed una vita sociale e a fare anche le azioni quotidiane più banali. Anche la vita amorosa ne soffre e può portare alla rottura di una relazione e alla decisione di non iniziare una relazione amorosa.

Attacchi di panico: Cura
Per avere un rapido sollievo dagli attacchi di panico molte persone ricorrono ai farmaci che medico e/o psichiatra consigliano. Tuttavia questi hanno effetti collaterali e non risolvono il problema ma lo “coprono“. Infatti per controllare gli attacchi di panico è spesso necessario continuare ad assumere indefinitamente i farmaci.

Per liberarsi veramente dagli attacchi di panico è necessario agire a livello psicologico ed emotivo. Questo perchè il panico che si ha durante gli attacchi è connesso ad eventi traumatici nei quali si sono vissuti profondi vissuti di paura e di angoscia.

Questi profondi vissuti di paura e di angoscia non vengono vissuti interamente a livello emotivo perchè sono troppo forti e sarebbero quindi troppo debilitanti per l’organismo. Questo è un meccanismo di difesa molto importante che si è formato in milioni di anni tramite l’evoluzione.

Tuttavia, le emozioni che non vengono vissute, vengono immagazzinate nell’organismo (o rimosse come direbbe Freud) e condizionano la vita dell’individuo e la sua serenità. E’ come immagazzinare queste esperienze dentro una pentola chiusa con un coperchio.

Esse sono rinchiuse, ma fuoriescono inevitabilmente quando la pressione che viene esercitata sul coperchio è troppo forte. E nel caso specifico si manifestano attraverso degli attacchi di intensa paura che sono appunto gli attacchi di panico.

L’unico vero modo di curare gli attacchi di panico è quindi quello di ripercorrere queste esperienze e di esprimere appieno e nel modo giusto le emozioni che non si sono potute esprimere durante l’evento traumatico. In questo modo si “svuota” la pentola e non ci sarà più materiale emotivo che fuoriesce dalla stessa. E questa energia potrà fluire nuovamente e liberamente nell’0rganismo.

Il risultato è una nuova sensazione di serenità e la scomparsa degli attacchi di panico. Ci si sente più leggeri, spariscono i pensieri negativi, tutto sembra più chiaro, più facile e affrontabile.

Per curare gli attacchi di panico hai quindi due vie:

1 Fai da te. Può essere una via molto complicata e difficile soprattutto se non hai studiato psicologia ma non escludo a priori che possa funzionare.

2 Con l’aiuto di uno psicologo. Quella psicologica – emotiva è l’unica vera via per curare gli attacchi di panico in modo profondo ed efficace. Anche in questo caso dipende dall’efficacia della metodologia del professionista, da quanto ti senti a tuo agio con lo stesso e in quanto tempo può farti raggiungere l’obiettivo.

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di Dr. Fabrizio Mardegan – Psicologo

L’ansia sociale: il motivo per il quale mi sono iscritto a psicologia diversi anni fa! Infatti chi si iscrive a psicologia lo fa solitamente perchè ha dei disagi psicologici più pressanti della media delle persone e perchè ha quindi il desiderio di risolvere gli stessi.

Prima di tutto desidero scrivere un breve sommario di questo articolo sull’ansia sociale o fobia sociale in modo da rendere la lettura più agevole e comprensibile.

Eccolo:

* Cos’è l’ansia sociale
* Come la fobia sociale limita la vita delle persone
* Quali sono le cause dell’ansia sociale
* I tentativi che ho provato per superare la mia ansia sociale
* Come ne sono uscito e come puoi farlo anche tu

* Che cos’è in parole semplici l’ansia sociale?

Ecco la mia definizione: l’ansia sociale o fobia sociale è la sensazione di pericolo e disagio che si sente quando ci si trova con altre persone e si deve in qualche modo interagire con le stesse. La situazione più stressante si verifica quando si è al centro dell’attenzione.

Essa comprende la paura dell’intimità psicologica ossia dell’aprire i propri sentimenti agli altri e il timore di essere giudicati male, rifiutati, presi in giro. Questo perchè si hanno dentro sentimenti distruttivi. Se si esprimessero si allontanerebbero le altre persone e si riproverebbe quell’intensa paura che deriva dai traumi infantili che si sono vissuti e che sono connessi alla minaccia dell’abbandono.

* Come la fobia sociale limita la vita di chi ne soffre

Le conseguenze della fobia sociale sono una forte limitazione delle attività sociale e del riuscire ad aprire i propri sentimenti ed emozioni alle persone. E questo causa una forte limitazione nei 3 settori cruciali della vita:
* Lavoro. Le relazioni sociali sono cruciali per il successo lavorativo (nella grande maggioranza dei casi). L’ansia sociale è una sensazione di pericolo nelle relazioni sociali. Chi ne soffre quindi ha forti limitazioni sul successo lavorativo che riesce a raggiungere.
* Relazioni amorose e amicizie. Per avere una relazione amorosa soddisfacente è necessario aprire le proprie emozioni e sentimenti con l’altra persona. Per avere amicizie è valido lo stesso discorso. E, come detto, quando si ha l’ansia sociale si ha una forte paura di aprirsi agli altri perchè si hanno all’interno sentimenti distruttivi (paura dell’intimità psicologica)
* Salute. L’ansia è una delle principali cause dello sviluppo di dipendenze. Può essere dipendenza da fumo, alcol, droga, cibo. Ma anche gioco d’azzardo, sesso ecc. Tutte queste dipendenze hanno o possono avere effetti negativi sulla salute.

* Quali sono le cause dell’ansia sociale
Come già anticipato le cause dell’ansia sociale sono i traumi infantili connessi all’abbandono che è la più grande di tutte le paure psicologiche.

Come si manifesta l’abbandono nell’infanzia?

Ogni volta che si ha bisogno di conforto da parte di uno o entrambi i genitori e gli stessi non sono disponibili emotivamente e/o fisicamente. Quando il bambino ha dei bisogni emotivi e/o fisici egli lo esprime piangendo per richiamare i genitori. E piangendo esprime la sua rabbia perchè sente una sensazione di disagio. Se un genitore non arriva a rasserenarlo esso prova un senso di paura (o di angoscia e di panico). Comincia così a sviluppare un senso di impotenza e di disperazione perchè i suoi tentativi di richiamare le figure per lui più importanti (e la sua rabbia perchè i suoi bisogni non sono soddisfatti) non ottengono il risultato sperato.

Quando c’è ansia sociale si è vissuti solitamente in una famiglia disfunzionale o “tossica” nella quale le angosce venivano riversate sulla parte più debole (in psicologia sistemica viene definita “vittima designata”). Anche il fatto che uno o entrambi i genitori ne soffrano contribuisce al disturbo in quanto i figli modellano le figure genitoriali nella formazione della loro personalità.

* I tentativi che ho provato per superare la mia ansia sociale
La fobia sociale ha limitato la mia vita per buona parte della stessa.

Pensavo già di poterne uscire con gli insegnamenti dell’università. Mi sbagliavo.
Pensavo che il tirocinio pratico di psicologia mi desse gli strumenti per uscirne. Mi sbagliavo.
Pensavo che psicoterapie e tecniche che ho provato mi facessero vincere questo disturbo. Mi sbagliavo.

Sono grato per quello che ho imparato in tutte queste esperienze che ho fatto ma sono anche deluso ed arrabbiato. Questo perchè non mi hanno dato una soluzione concreta ed efficace. E perchè ho speso molti anni della mia vita prima di trovare la stessa.

* Come ne sono uscito e come puoi farlo anche tu
Come detto l’ansia sociale, come ogni altra forma di disagio o disturbo psicologico, deriva dai traumi infantili connessi all’abbandono.
L’ansia sociale è una sensazione di paura che si sente automaticamente perchè la rabbia espressa (spesso attraverso il pianto) perchè i propri bisogni non sono soddisfatti non ha come risultato il ripristino di una sensazione di sicurezza e di tranquillità.

Ed è quì che c’è stata la svolta nei miei tentativi di risolvere la mia ansia sociale. E più precisamente nella scoperta del lavoro di un consulente americano che si chiama John Lee. John Lee è autore di 19 libri e prima ancora professore all’università del Texas e dell’Alabama. E’ stato intervistato e apparso nei media più importanti tra i quali la Cnn e il New York Times.

John Lee basa tutto il suo lavoro su una semplice quanto geniale intuizione che racchiude la vera essenza del benessere psicologico a mio parere.
I sentimenti di impotenza e disperazione sono connessi al fatto che si è “appreso” che la propria rabbia per soddisfare i propri bisogni non portavano ai risultati sperati. Di conseguenza si è imparato a reprimere i propri sani sentimenti di rabbia. E questo in età adulta impedisce di formare dei limiti psicologici chiari e definiti.

Quando non si riesce ad esprimere la rabbia in modo salutare, nel senso di comunicare in modo tranquillo alle altre persone quando ci stanno infastidendo o danneggiando, si accumula dentro una rabbia distruttiva. E’ come riempire una pentola a pressione che quando sarà troppo colma scoppierà come una bomba. E questo determina i sentimenti di ira che si provano quando “non ce la si fa più a trattenere la collera”.

Gli animali della foresta, o i gatti ad esempio, sono assolutamente sani psicologicamente e sai perchè? Perchè se ad esempio accarezzi un gatto in un modo che lo infastidisce, egli ti risponde con una zampata. Ti risponde quindi con della rabbia costruttiva comunicandoti che non gli piace essere toccato in quel modo. Se non lo facesse tu penseresti che a lui piace essere accarezzato in quel modo e continueresti a farlo. E il gatto accumulerebbe dentro un senso di malessere psicologico. Ma questo non avviene appunto perchè egli esprime la sua rabbia nel momento opportuno.

Cosa significa tutto questo?

Che la rabbia che è stata repressa dall’infanzia e che condiziona negativamente l’età adulta ha bisogno di essere espressa in modo sano e controllato. John Lee ha verificato in più di 20 anni di attività che se si riesce ad esprimere quella rabbia che è stata repressa nell’infanzia, i disturbi spariscono e si esperisce una nuova sensazione di benessere, energia, serenità ed intimità.

Esprimere la rabbia in modo “controllato” permette di sentire tutte le altre emozioni. E quando si riesce spontaneamente a sentire ed esprimere le emozioni, la paura sparisce e con essa anche i disturbi psicologici.

Ed è stato questo l’unico e vero metodo psicologico che mi ha dato risultati favolosi. Mi ha permesso di superare la mia ansia sociale, di esperire un vissuto quotidiano pieno di energia, serenità, motivazione ed intimità con le persone. E le persone che ho seguito hanno avuto gli stessi benefici.

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Lo psicologo online è un professionista che da la possibilità di fare consulenze e terapia tramite internet per risolvere i tuoi problemi, trovare la serenità e raggiungere i tuoi obiettivi. E il mezzo tecnologico più comodo e diffuso per fare questo è certamente skype.

* Ora, se stai pensando di contattare uno psicologo online, la tua domanda principale potrebbe essere: quello che nel mercato di lingua inglese è ormai molto diffuso e viene chiamato “online counseling”, è davvero efficace?

La prova migliore può venire dalla ricerca e a questo proposito l’Università di Zurigo ha trovato che la terapia virtuale ha maggior successo delle tradizionali sessioni faccia a faccia. Il famoso quotidiano inglese Daily Mail ha pubblicato un articolo in merito che puoi leggere, cliccando quì: Articolo del Daily Mail sull’Efficacia dello Psicologo Online

* Un’altra domanda che potresti avere è: Quali sono le differenze tra la terapia online e quella tradizionale faccia a faccia?

Ci sono a questo proposito 3 principali vantaggi dell’online counseling sugli incontri tradizionali nello studio dello psicologo:
1 Il primo è che non devi viaggiare per raggiungere lo studio del professionista
2 Il secondo è che parli dei tuoi problemi e dei tuoi obiettivi stando comodamente a casa tua e questo ti permette di esprimere più facilmente i tuoi sentimenti ed emozioni.
3 E il terzo principale vantaggio è l’anonimato. Non dovrai aver timore o avere l’imbarazzo di poter incontrare il tuo terapeuta per strada e sentirti a disagio in quanto puoi sceglierlo in tutta Italia e non nella città dove vivi. L’anonimato ti permette anch’esso di aprirti di più ai tuoi sentimenti ed emozioni e di parlare dei tuoi problemi con un maggior senso di sicurezza.

* Quindi la domanda delle domande: Dovresti provare a farti seguire da uno psicologo online e cosa può fare per te l’online counseling?

Ad un professore saggio della mia università un giorno fu chiesto quale fosse la migliore terapia da seguire. La sua risposta è stata che ci sono più di 200 “scuole di pensiero” e che è stato provato che hanno un’efficacia simile.

Quindi come scegliere? “In base alla persona” fu la sua risposta. Quello che fa davvero la differenza è come ti senti con quel professionista.

Sebbene sia pienamente d’accordo, voglio aggiungere un altro aspetto con il quale sono sicuro concorderai in pieno. Quello che fa la differenza è come ti senti con il professionista e, ancora più importante, se è in grado di condurti a risolvere i tuoi problemi e a raggiungere i tuoi obiettivi in un modo efficace e in qualche modo misurabile.

Oggi più che mai infatti le persone vogliono risultati e vogliono raggiungerli in fretta. Il professsonista deve quindi avere, oltre alle qualità umane, una metodologia che funziona. E l’abilità di far funzionare questa metodologia nel singolo caso fornendo alla persone le giuste intuizioni e conoscenze psicologiche.

Se tutti questi requisiti sono soddisfatti, allora rivolgerti ad uno psicologo online può essere la cosa migliore che tu possa fare per avere una vita soddisfacente ed appagante, trovare la serenità e raggiungere i tuoi obiettivi di vita.

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La Legge di Attrazione Funziona per Fare Soldi?

Quella che viene chiamata “Legge di Attrazione” è diventata famosa in Italia nel 2008 con l’uscita del Film the Secret.

Essa dice sostanzialmente che “simile attrae simile” e quello su cui focalizzi maggiormente la tua attenzione sarà di conseguenza attratto nella tua vita.

Essa ha sicuramente suscitato un grande interesse nella gente e ha dato molto entusiasmo e la speranza di una vita migliore a molte persone.

Ma quello che molti si domandano è: funziona veramente per attrarre amore, soldi e prosperità? 

La risposta è si e no. Infatti se ti concentri su quello che vuoi e senti ora le sensazioni piacevoli che proverai, questo porterà la tua mente a indirizzarti verso quel risultato.

Tuttavia, per quanto riguarda il denaro ad esempio,  questo farà anche uscire le paure e i condizionamenti inconsci negativi che si hanno sui soldi.

Quando ci si pone l’obiettivo di guadagnare di più, poi, si sarà anche esposti alle critiche degli altri. E alla paura di essere abbandonati da chi si ama perchè avere più soldi potrebbe far provare loro invidia nei tuoi confronti.

E, allo stesso tempo, queste persone potrebbero avere a loro volta paura di essere abbandonate, perchè se hai più soldi hai anche più potere di scegliere chi frequentare e con chi stare.

Tutte queste paure sono dentro di noi ma sono “dormienti” finchè non cominciamo ad agire per soddisfare i nostri desideri. Questo è quello che impedisce infatti a molti di agire, mantenendoli così in una condizione di passività.

Quindi il concetto di “Legge di Attrazione” è valido ma da solo non basta. E’ necessario usare infatti una tecnica per superare e sciogliere le proprie paure che verranno inevitabilmente a galla.

Il modo nel quale viene presentata nel film “The Secret” omette di dire questa parte. Nel film si fa intendere troppo insistentemente che basta che ti concentri su quello che vuoi e lo otterrai. Ora questo può funzionare per cose “più piccole“.

Ad esempio se ti concentri su una persona è probabile che la attrarrai a te e che la incontrerai. Se desideri tanto fare una cena in un ristorante, è possibile che un amico/a ti chiami per invitarti proprio in quel ristorante.

Ma cambiare la propria situazione economica in meglio o avere successo nelle relazioni sono obiettivi molto più complessi che coinvolgono aspetti profondi della tua personalità.

E, quindi, per raggiungere questi obiettivi è necessario anche agire sulle proprie paure e sui propri limiti per superarli.

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